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Antico Mulino in Toscana

Questo progetto nasce in un antico mulino immerso nel paesaggio toscano, un luogo in cui la presenza dell’acqua, della pietra e della vegetazione ha scandito il tempo prima ancora dello spazio. Il progetto si è costruito ascoltando ciò che già esisteva: il rumore del fiume, i percorsi nella natura, gli ulivi, le tracce di una vita agricola stratificata nel tempo.

Gli interni accolgono un linguaggio contemporaneo, disegnato su misura, che dialoga con l’architettura originaria senza sovrapporsi. La materia storica resta leggibile, mentre i nuovi volumi si inseriscono con misura, seguendo proporzioni e ritmi che appartengono al luogo.

La luce è il primo elemento del progetto. Non arriva come completamento, ma guida le scelte fin dall’inizio, accompagnando lo spazio nelle diverse ore della giornata. Scorre lungo le superfici, attraversa gli ambienti, mette in relazione elementi antichi e interventi contemporanei. È lei a rendere lo spazio comprensibile, abitabile, vivo.

Il piano dedicato alla convivialità conserva i segni più forti della storia del mulino. La macina e gli elementi originali restano presenti come memoria attiva, integrati nella quotidianità. La cucina si sviluppa al centro dello spazio, pensata come luogo di incontro e attraversamento, attorno alla quale si articolano le aree di relazione. Non esistono gerarchie rigide: gli ambienti convivono in continuità, lasciando libertà di uso e movimento.

Gli spazi più raccolti assumono caratteri differenti, pur mantenendo una coerenza complessiva. Qui il progetto lavora sulla misura, sull’integrazione degli arredi e sulla capacità contenitiva, trasformando ogni parete in un elemento attivo. Letti a scomparsa, superfici che si aprono e si richiudono, funzioni che si alternano nel corso della giornata. Il colore accompagna questa flessibilità: cuoio, beige, tortora, metallo e marmo costruiscono un equilibrio sobrio, radicato nella materia.

Un’ulteriore parte del progetto si apre alla sperimentazione. Lo stesso spazio accoglie più interpretazioni, esplorando variazioni cromatiche e compositive. Cucine e pareti attrezzate assumono configurazioni diverse, ciascuna capace di definire un’atmosfera autonoma. Il progetto diventa ricerca, possibilità, esercizio di ascolto dello spazio e delle sue potenzialità.

Nel suo insieme, questo intervento restituisce un abitare che nasce dal dialogo tra natura, tradizione e contemporaneità. Un progetto che non impone una forma, ma la lascia emergere dal luogo, dal tempo e dalla vita che lo attraversa.

Città

Lunigiana - Toscana

Anno

2025

Tipologia

Proprietà privata

Macine Piano terra

Questo edificio accoglie il cuore del progetto, il punto in cui la storia del luogo e la vita quotidiana si incontrano. Qui il rapporto con la materia è diretto: la pietra, l’acqua, la luce raccontano ciò che il mulino è stato e ciò che oggi può diventare.

Il piano terra è dedicato alla condivisione. La presenza della macina e degli elementi originali resta visibile, integrata nello spazio come memoria attiva. La cucina si sviluppa al centro, pensata come luogo di incontro e di attraversamento, attorno alla quale si articolano le aree di relazione. Gli ambienti convivono senza gerarchie rigide, lasciando che sia l’uso a definire i confini.

Salendo, lo spazio cambia ritmo. Il piano primo diventa più raccolto, intimo, radicato. Qui il progetto lavora sulla misura e sulla continuità, creando un equilibrio tra protezione e apertura. La luce accompagna lo spazio in modo silenzioso, seguendo le proporzioni dell’architettura e restituendo una sensazione di calma e stabilità.

Radice e Terra convivono come parti di un unico racconto: uno spazio che accoglie, sostiene e restituisce il senso profondo dell’abitare.

Grano

In questo edificio il progetto prende forma intorno al tema della fluidità. Gli spazi sono pensati per trasformarsi nel corso della giornata, adattandosi ai diversi momenti dell’abitare.

Le pareti diventano elementi attivi, capaci di accogliere funzioni diverse: superfici contenitive, elementi a scomparsa, arredi che si aprono e si richiudono con naturalezza. Letto, tavolo, area relax e zona conversazione convivono in un equilibrio dinamico, senza mai appesantire lo spazio.

I materiali e i colori seguono una palette misurata — cuoio, beige, tortora, metallo e marmo — che restituisce profondità e continuità. La luce accompagna questo movimento, scorrendo sulle superfici e sottolineando le transizioni tra un momento e l’altro della giornata.

Acqua è uno spazio flessibile, essenziale, in cui il progetto lavora per sottrazione, lasciando che sia la vita a completarlo.

Acqua

Questo edificio si apre alla sperimentazione e alla ricerca. È il luogo in cui il progetto esplora possibilità diverse, mantenendo una coerenza di fondo ma lasciando emergere caratteri e atmosfere differenti.

Sono state sviluppate più soluzioni per la cucina e per le pareti attrezzate, lavorando su variazioni cromatiche, materiali e composizione. Ogni proposta interpreta lo spazio in modo autonomo, offrendo una lettura diversa dello stesso ambiente.

Il progetto diventa così un esercizio di ascolto e di prova, in cui lo spazio accoglie più risposte possibili, tutte pensate come complete e credibili. Come l’ulivo, questo edificio rappresenta la continuità e la capacità di adattarsi, mantenendo una forte identità.

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