Questo progetto nasce in un antico mulino immerso nel paesaggio toscano, un luogo in cui la presenza dell’acqua, della pietra e della vegetazione ha scandito il tempo prima ancora dello spazio. Il progetto si è costruito ascoltando ciò che già esisteva: il rumore del fiume, i percorsi nella natura, gli ulivi, le tracce di una vita agricola stratificata nel tempo.
Gli interni accolgono un linguaggio contemporaneo, disegnato su misura, che dialoga con l’architettura originaria senza sovrapporsi. La materia storica resta leggibile, mentre i nuovi volumi si inseriscono con misura, seguendo proporzioni e ritmi che appartengono al luogo.
La luce è il primo elemento del progetto. Non arriva come completamento, ma guida le scelte fin dall’inizio, accompagnando lo spazio nelle diverse ore della giornata. Scorre lungo le superfici, attraversa gli ambienti, mette in relazione elementi antichi e interventi contemporanei. È lei a rendere lo spazio comprensibile, abitabile, vivo.
Il piano dedicato alla convivialità conserva i segni più forti della storia del mulino. La macina e gli elementi originali restano presenti come memoria attiva, integrati nella quotidianità. La cucina si sviluppa al centro dello spazio, pensata come luogo di incontro e attraversamento, attorno alla quale si articolano le aree di relazione. Non esistono gerarchie rigide: gli ambienti convivono in continuità, lasciando libertà di uso e movimento.
Gli spazi più raccolti assumono caratteri differenti, pur mantenendo una coerenza complessiva. Qui il progetto lavora sulla misura, sull’integrazione degli arredi e sulla capacità contenitiva, trasformando ogni parete in un elemento attivo. Letti a scomparsa, superfici che si aprono e si richiudono, funzioni che si alternano nel corso della giornata. Il colore accompagna questa flessibilità: cuoio, beige, tortora, metallo e marmo costruiscono un equilibrio sobrio, radicato nella materia.
Un’ulteriore parte del progetto si apre alla sperimentazione. Lo stesso spazio accoglie più interpretazioni, esplorando variazioni cromatiche e compositive. Cucine e pareti attrezzate assumono configurazioni diverse, ciascuna capace di definire un’atmosfera autonoma. Il progetto diventa ricerca, possibilità, esercizio di ascolto dello spazio e delle sue potenzialità.
Nel suo insieme, questo intervento restituisce un abitare che nasce dal dialogo tra natura, tradizione e contemporaneità. Un progetto che non impone una forma, ma la lascia emergere dal luogo, dal tempo e dalla vita che lo attraversa.
